Saturday, March 31, 2007

si e' rotto il filo

e io non ho pu' voglia di scrivere su questo blog. troppe volte e' diventato una sorta di comunicazione indiretta, nonostante mi fossi sempre ripromessa di non utilizzarlo in tal modo. E ora mi sento bloccata, a giocare con il fuoco c'e' queso rischio: non mi sento piu' libera di dire quello che mi passa per la testa. Mi sono scottata. Questo blog non e' piu' una bottiglia gettata nell'oceano, ma un filo tirato fra me e i miei lettori. Quelli conosciuti, quelli sconosciuti, quelli misteriosi. Che stanno incominciando a pesare davvero un po' troppo sull'altro piatto della bilancia.

E' ora di tornare agli amici reali, a quelli che, se sono interessati a me, mi chiedono come sto. Quelli che non sbuffano alla prima affermazione che non gli piace, a quelli che la sera non parlano male di me, per sorridere poi al mattino dopo. A quelli che mi bussano alla porta, che si fanno sentire non solo per i sensi di colpa, a quelli che non lasciano che l'amicizia vada alla deriva. A quelli a cui interessa parlare con me, che prendono sul serio quando parlo, senza giudicare con superficialita' e presunzione. A quelli che danno valore alle mie opinioni, e che vogliono raccontarmi della loro vita. A quelli che non rinunciano a me con facilita', perche' mi danno un valore, e non mi considerano intercambiabile. A quelli che mi vogliono bene. Agli amici veri.

A tutti gli altri... come dice il fede... vaffanculo a tutti. Uomini e donne. In ordine di apparizione. Sono stufa di dare, e di non ricevere mai nulla.

Quindi basta, questo blog non e' piu' quello che volevo, non dico che lo chiudo definitivamente... ma quasi. Forse mi capitera' di scrivere ogni tanto per il piacere di scrivere. Ogni tanto.

Forse.

Wednesday, March 28, 2007

prepare for glory?

uh! uh! uh!
Spartani [300]
al massimo preparatevi a dormire...

Penso che non seguiro' mai piu' un consiglio cinematografico del ciccio.

Monday, March 26, 2007

lucignolo

sono tornata a Ginevra, le strade brillano come piene di diamanti, e mi rendo conto che per me questo e' il paese dei balocchi. Ma stasera di giocare, proprio, non ne avevo voglia.

Io alle tentazioni non so mai resistere troppo a lungo. Meglio tornare a casa, prima di trasformarsi in asini.

Sunday, March 25, 2007

grottesco

a casa mia le cose sono difficilmente tragiche o desolate. La piu' delle volte sono grottesche. Non so come mai, quando siamo insieme, si finisce a ridere nelle situazioni piu' imbarazzanti e piu' assurde.

Come quando in camera mortuaria, davanti al cadavere di mia nonna, mio zio si e' messo a disquisire del terribile traffico di morti sulla milano-bergamo, e quando io ho incominciato a dirgli che forse esagerava, lui ha profilato scenari incredibili (testuali parole: "come in Bosnia!) nelle colline bergamasche, con i morti che salgono dai campi e ingombrano l'autostrada.

O come quando il marito novello di mia cugina e' arrivato in camera mortuaria, e tutti abbiamo pensato che fosse uno dell'agenzia funebre, venuto per chiudere la bara, e dopo un freddo "buongiorno, grazie" ce ne siamo usciti lasciandolo da solo con la morta.

O mia mamma, che e' scoppiata a piangere come una matta sulla soglia della casa di famiglia, ma non per l'emozione della nonna, ma per aver visto una parente (un po' bruttina, lo confesso) che non vedeva da tempo, e, parole sue, "le ha fatto impressione".

O come quando, all'inizio del corteo funebre, mio nipote, udendo la voce del prete diffusa da un altoparlante sopra il carro funebre, ha pensato giustamente pensato che quello fosse il furgoncino dell'arrotino-ombrellaio. Il che ha causato un attacco di riso isterico a mia madre...

su mia nonna

forse e' meglio lasciarle sedimentare le emozioni, o forse no, forse si rischia solo di far passare tutto in sordina, di lasciar cadere nel fango dell'abitudine quotidiana anche quelle cose che dovrebbero brillare come diamanti, come simboli di tutta una vita.

non staro' a fare un grande epitaffio funebre, evitero' le sparate che ha fatto mia zia, non urlero' "grazie nonna" dal nessun pulpito, nemmeno da quello di questo sconosciuto blog. Mia nonna non era certo una santa. Pero' era una donna con carattere. Non aveva certo una gran cultura, ma era una donna forte, e di un'intelligenza pratica. Era una donna che se la sapeva sempre cavare, e nella vita lo ha dovuto dimostrare più' volte. Non era arrivata alla quinta elementare, ma la sua conversazione era particolarmente brillante, e di lei si puo' sicuramente dire che era una persona di spirito. I suoi ospiti non si sono mai annoiati, era lei che si annoiava di chiunque. In fondo in fondo, sotto una patina di cortese ipocrisia, disprezzava e prendeva in giro chiunque non fosse della famiglia. Gli argomenti del suo salotto erano i pettegolezzi, e gli amici erano i complici di malignita' piccole e grandi, da sala da the. Non penso fosse una donna felice, concentrata sempre e solo su se stessa e su suo marito, incattivita forse dalla sua malattia, che l'ha resa zoppicante fin da quando era sposina. E dopo la morte di mio nonno, ormai piu' di 20 anni fa, non ha piu' voluto cercare gioia nella vita Ha amato mio nonno per tutta la vita, di un amore assoluto e con una dedizione d'altri tempi, e dopo che lui e' morto, non si e' mai davvero piu' ripresa. Amava i figli, abbastanza, credo. I nipoti, poco. Ma a mio nonno ha dedicato se stessa.

Era una manipolatrice mia nonna, e terribilmente parziale nei giudizi e negli affetti. Non nascondeva certo le preferenze che aveva tra i suoi figli o tra noi nipoti. E qualcuno ne ha sofferto molto. Mio padre, prima, e mia sorella, poi, ne hanno piu' di tutti subito le conseguenze. Questo mi ha sempre fatto una gran rabbia.

Ma era una donna che lasciava il segno.

"nel bene o nel male,
la mamma era un centro,
attorno al quale le persone
si radunavano e si muovevano"
[mio padre]

Eppure al suo funerale ho pianto sinceramente. Eppure c'era un sacco di gente per l'ultimo saluto a questa vecchina di quasi 92 anni, di cui almeno 60 anni con le gambe malate, di questa vecchina piccola, che la bara l'ha lasciata mezza vuota, di questa vecchina con la fronte ormai tirata, il naso ormai aguzzo, e il mento, o la baslotta, come dicono i miei, la baslotta... da persona anziana. Anziani. Quando, come appena nati, le differenze tra uomo e donna scompaiono. Quando, come appena nati, hanno bisogno di te, e da soli non ce la possono proprio fare.

Ma la nostra vecchina aveva ancora gli occhi sempre limpidi, azzurri come il cielo sopra la collina bergamasca, nelle giornate d'estate quando mi teneva fuori dal salettino, a farmi ballare sulle sue gambe. A farmi giocare con i sassini del vialetto. E le gotine le aveva come due pesche, lisce e morbide come le albicocche dei nostri alberi. Almeno fino a un mese fa, l'ultima volta in cui l'ho vista.

E poi ieri, ma in fondo non ho visto lei, vero? Non avevo mai avuto il coraggio di entrare in un'urna funeraria, non c'ero mai riuscita. Ieri sono entrata. E' strano, la prima cosa che ti viene da pensare e' quella di... avere davanti un guscio vuoto. Lo so puo' parere banale, ma e' davvero questa la sensazione che ti lascia. Impressionante, scontato e impressionante. E la sensazione peggiore e' proprio l'idea di quel vuoto. C'e' tutto, cuore polmoni cervello. Suppongo ci fosse tutto, ma lei non c'era piu'. Ecco quello che ho pensato, ecco quello che salta agli occhi quando guardi un cadavere.

C'era tutto, ma non c'era piu' la mia nonna.

Thursday, March 22, 2007

Omega.

poco prima del dry run di stasera, alle 7, i miei genitori mi hanno chiamato. dicendomi di andare a casa, che mia nonna sta molto molto male.

io non posso pensare ad altro, e non posso che pensare che sia gia' ... morta. Che parola difficlie da pronuciare, o da scrivere... quasi poco educata. Non sta bene dirlo, vero? Gia' morta. Forse i miei non hanno avuto il coraggio di dirmelo, di dire una cosa tanto sconveniente, per telefono. mia nonna e' morta. forse. la mia vita, ora come non mai, sta cambiando. E le epoche passano, come passa ogni maledetto secondo di questa vita senza capo ne' coda. freneticamente. velocemente. senza... senza che ce ne rendiamo quasi conto.

a volte penso che solo l'amore, davvero, possa davvero cambiare la vita di una persona. Perche' intensifica ogni secondo, perche' da' un senso ai secondi che passano. Perche' carica il tempo di un significato profondo, aggiunge un livello di consapevolezza alla vita. Lavoro, amici, nipoti. Belli. Ma l'amore, quello con la A maiuscola, e' a un altro livello. E io non ho un Amore, non avro' figli, non avro' la speranza di un futuro, di un futuro infinito. Scompariro', nei ricordi, nella genetica, nell'infinito trasformarsi del mondo. Nell'inumana selezione della specie umana. Lo penso sinceramente

E intanto la vita passa, e intanto la vita si consuma. E finisce,

finisce.

Cosa rimarra' di me, se nemmeno una nipote mi dedichera' un pensiero sul suo blog?

E questa vita banale mi riporta a pensare alla stupida presentazione di domattina. Vaffanculo, alle emozioni piccole che mi incatenano a questa vita

senza alpha ne' omega.

Ma non importa, ormai ho le spalle grosse. Come tutti, prima o poi. Domani, scendo a milano. Sono pronta a tutto. Anche... anche a Milano.

Tuesday, March 20, 2007

silenzio stampa

fino a venerdi'.

che palle

ho lavorato fino ad ora. La presentazione e' fra tre giorni, ho 15 minuti ma per esporla ci metto un'ora, e graficamente fa pure cagare. Sono agitata, stanca, nervosa. Ma a dire il vero contenta di avere un lavoro interessante...

Pero' non ditelo a Ralphone :)

... giuro solennemente che settimana prossima non combino un cazzo, e vado a ballare tutte le sere!!!...

vado a morire nel letto.

Monday, March 19, 2007

stanca

ho lavorato fino alle 9 e mezza di sera al cern, senza fare nemmeno la meta' di quello che intendevo fare. Sono tornata a casa, ho messo a bollire dell'acqua, ho acceso il forno e messo dentro i biscotti prefabbricati, i soliti cookies al cioccolato. Ho acceso la tv, visto una puntata di voyager, mi sono fatta una zuppetta liofilizzata agli asparagi, e poi ho mangiato una decina di cookies, accompagnati dalla mia tazzona di starbuck piena di the affumicato... quello alla scamorza. Ho fumato una siga, guardato un altro trekkino, talkato con ema. Ed ora eccomi qui.

non sono andata al cinema, non ho finito il lavoro, non sono nemmeno andata a letto presto. Sono stanca, e agitata, mi sono pure arrivate le mestruazioni. E come al solito mi pare di non concludere mai nulla, e di continuare a sbattere la testa contro il muro. Di dormire per ora non se ne parla proprio... accidenti.

E indovinate un po'? Tra tutte le schifezze che ho ingurgitato oggi, cos'e' che non riesco a digerire?

maledetti asparagi...

Saturday, March 17, 2007

Valentino

Ana ed Eva sono andate alla festa del cioccolato di Versoix, io sono rimasta a casa, beh... in teoria perche' avrei dovuto lavorare, in realta' mi sono riposata tutto il giorno, e dopo la performance di ieri sera ho fatto decisamente bene.

E sono tornate da dieci minuti, mi hanno suonato a casa, e mi hanno portato un coniglietto di cioccolato, Valentino.

A volte le persone ti fanno proprio sentire che ti vogliono bene, ed e' proprio bello. Saluti da Valentino.