Sunday, March 14, 2010

Alors on dance

Fa ancora freddo a tornare a casa, e l'aria di primavera non e' piu' quella di ieri. Sollevo il cappuccio della giacca e mi sembra di sparire dalla citta', mi sembra di essere chi non sono mai stata, anche meglio: mi pare di non essere piu' nessuno. Stranieri incrociano la strada e i miei pensieri. Spariscono in uno sguardo distratto, e quello che rimane e' l'immensa cattedrale vuota, senza persone senza preghiere senza speranze ed anche senza Dio.

Ho voglia camminare e guardare il lago e sedermi sul molo e disturbare i cigni e ascoltare la citta' che dorme. In casa soffoco e il profumo della gardenia quest'anno mi pare solo nauseante. Sara' che sto per partire, sara' che devo scrivere la tesi o che non sono piu' capace di innamorarmi. O forse non lo voglio nemmeno piu'. Quest'anno va cosi'. Se dobbiamo parlare, parliamo.

e se dobbiamo ballare, balliamo.

6 comments:

mylens said...

"(...) devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno."

grazie per avermi aggiunto :-)
mylens

valentina said...

grazie a te del commento :)... e' bello il libro? lo consigli?

sempre affamata di libri, e la mia lista si e' bloccata da troppo tempo...

mylens said...

lo consiglio assolutamente.
è un libro bellissimo, surreale, emozionante, perfetto per quei periodi della vita in cui sei alla ricerca di un senso che si sveli e riunisca i frammenti.
leggilo e fammi sapere che ne pensi. :-)

valentina said...

ok, la prima volta che torno in italia lo metto nella lista della spesa della libreria :)

grazie!!!

KNIFE said...

sarà che la primavera è TROPPA
e ha quel sapore così d'amore che è difficile da gestire

ma balliamo, balliamo fino a cadere

valentina said...

si, troppa. troppo profumata, troppo densa e troppo umana. grazie per la visita knife.